Ex Libris incontra l'autore Beppi Chiuppani

Il gruppo di lettura “Ex Libris” ha incontrato l’autore di uno dei romanzi scelti per conversare di lettura, letteratura, emozioni e pensieri che attraversano i partecipanti, a casa durante la lettura solitaria e insieme nell’incontro a cadenza mensile.

L’ospite di maggio 2016 è stato Beppi Chiuppani con il suo romanzo d’esordio Medio Occidente. Chiuppani, bassanese classe 1980, oggi risiede a Padova dedicandosi alla scrittura di romanzi e saggi – è appena uscita la sua seconda opera Quando studiavamo in America - ma i suoi studi in letteratura comparata l’hanno portato in passato a soggiornare in Francia, Regno Unito, Portogallo, Egitto, Siria e Stati Uniti, oltre che in Giappone per motivi affettivi.

Per i lettori di “Ex Libris” incontrarlo in un clima cordiale e informale è stato motivo di grande arricchimento e confronto su temi come “Che cos’è la Letteratura?” “Cos’è un capolavoro letterario?” “Che cosa significa piacere di leggere?”

Beppi Chiuppani li ha esplorati con sincera umiltà e profonda competenza, passando senza soluzione di continuità a rispondere alle domande preoccupate sulla guerra in Siria e le tensioni del Medio Oriente, che fanno da sfondo al suo romanzo al pari del legame con la terra veneta segnata nei paesaggi - e nell’anima dei suoi abitanti - da violenti processi di industrializzazione e deindustrializzazione.

Agata padovana e Faruq siriano, studenti universitari alle soglie del mondo del lavoro, sono i protagonisti di una storia d’amore che li conduce alla sofferta ricerca della loro identità; identità che, prima di essere individuale, è familiare, sociale e culturale. All’inizio incontriamo Agata “Non era ancora atterrata e già temeva che quella vacanza in Oriente le portasse precisamente ciò che aveva desiderato: una rottura, un nuovo avvio.“ Il suo desiderio attira, è speculare a quello di Faruq, anima l’intero romanzo conducendo a un finale dolceamaro: il ragazzo, nel volo di ritorno a Damasco dopo il soggiorno in Italia, osserva la distesa scura del mare dall’alto: “E’ vero che gli aerei sembrano sempre immobili nel cielo: questa volta però non è un’impressione ma una certezza. Per lo meno, si dice allora, in un mondo senza distanze e direzioni la partenza non è mai irreversibile, e nemmeno il ritorno”.

In mezzo, tra partenze e ritorni, si apre la possibilità di tessere una conversazione sull’abitare oggi un mondo che crediamo di conoscere e di cui riusciamo a cogliere appieno la bellezza solo attraverso gli occhi dell’altro, che si “fa diverso” a se stesso e per noi.